• Alessia Galli della Loggia

Non mi rompere i fanali: che cosa dice il Codice della Strada

M'illumino d’immenso. Ungaretti non si riferiva alle lampadine dei fari, ma l’autoriparazione in fondo può essere anche poesia.


Una retro irruenta, un tamponamento in corsa, un palo che non si è visto (ma che si è sentito): quante volte i fanali rotti sono stati trascurati a bordo delle vostre automobili? Se vi è capitato di abbandonare i resti frammentati dei vostri fari per settimane o mesi, sappiate che avete violato il Codice della Strada.





La normativa stradale

In merito ai dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, l’articolo 79 del Codice Stradale non lascia spazio a dubbi:


Chiunque circola con un veicolo che presenti alterazioni nelle caratteristiche costruttive e funzionali prescritte […] è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma”.


E se il faro si fosse appena fulminato? Qui più che altrove vige il proverbio “per colpa di qualcuno, non si fa credito a nessuno”.


Più manutenzione per la sicurezza di tutti

Circolare con dispositivi di segnalazione visiva e d’illuminazione integri permette non solo all’automobilista di viaggiare secondo regole, ma anche secondo idonei criteri di sicurezza. Un dispositivo rotto può compromettere la sicurezza propria e altrui. Poniamo caso di viaggiare in piena notte o, come per molti di rientro da lavoro, all’imbrunire del tardo pomeriggio d’inverno, in quel caso le luci di posizione anteriori e posteriori devono essere visibili a 150 metri di distanza. Un funzionamento che, se compromesso, può ledere non solo chi sta al volante, ma anche i pedoni.


La manutenzione ai dispositivi di segnalazione visiva e illuminazione non riguarda solamente l’integrità esterna dello strumento, ma anche l’orientamento, la proiezione, il colore, ecco perché risulta fondamentale prendersi cura di questo aspetto, spesso considerato un problema di serie B, affidandosi agli esperti del settore. Scegliete quelli di vostra fiducia ma fatelo!